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La Provincia di Lucca assicura pieno sostegno ai Marittimi della costa tirrenica penalizzati dalle recenti leggi nazionali

La Provincia di Lucca assicura pieno sostegno ai Marittimi della costa tirrenica penalizzati dalle recenti leggi nazionali
La Provincia darà pieno sostegno ai marittimi della costa tirrenica che chiedono che in Italia si ristabiliscano al più presto i titoli professionali e le abilitazioni secondo le norme internazionali vigenti.

Un impegno confermato questa mattina dal vice presidente della Provincia di Lucca, Patrizio Petrucci, nel corso di un incontro tenutosi presso la sede dell’Apt Versilia tra i rappresentanti dell’Associazione Lavoratori Marittimi della Costa Tirrenica (L.M.C.T.) e i rappresentanti delle istituzioni locali: “I nostri marittimi rischiano di perdere il loro posto di lavoro perché in possesso di titoli non riconosciuti nel resto del mondo. Si tratta di sciogliere una questione abbastanza intricata, che non può essere risolta a livello locale”, afferma Petrucci “In accordo con i rappresentati delle categorie interessate e con il Comune di Viareggio, porteremo la questione a Roma e faremo il possibile perché si raggiunga al più presto una soluzione”.

Il lavoro dei marittimi, nel mondo, è disciplinato da una convenzione internazionale del 1995 denominata S.T.C.W. (Standards of Training, Certification and Watchkeeping for Seafarers), firmata dall’Italia insieme ad altri 119 paesi. Nel 2005 un decreto ministeriale ha istituito i “certificati di abilitazione del diporto”, distinguendo tra marittimo del diporto e del mercantile e creando - di fatto - delle figure professionali che non hanno nessun riconoscimento a livello internazionale. Inoltre, nel novembre 2007, con il cosiddetto “Decreto Bianchi”, sono stati aboliti i titoli professionali (come capitano di lungo corso o capitano di macchina) e da allora l’esame che i marittimi sostengono al termine del periodo di addestramento rilascia un certificato di abilitazione non valido fuori Italia.

La richiesta del L.M.C.T., quindi, è quella di reintegrare i titoli professionali marittimi (acquisibili tramite studi tecnici, esperienza di navigazione ed esami specifici) e i certificati di abilitazione a norma S.T.C.W.

In Italia i marittimi sono circa 46.000 e rappresentano una parte importante di un indotto miliardario. Oltre a rischiare di perdere il patrimonio culturale della storica marineria italiana, c’è il paradosso di un’Europa che lamenta la mancanza di ufficiali e di personale specializzato mentre l’Italia sembra voler lasciare fuori dal mercato del lavoro i suoi marittimi.

(22/03/2010)